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	<title>Commenti a: Io e Vanessa</title>
	<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/</link>
	<description>di Elena Casiraghi</description>
	<pubDate>Mon, 21 May 2012 00:42:24 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-12</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:42:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-12</guid>
		<description>Ciao Jed,
scusa il ritardo innanzitutto.

Tu conosci certamente le tue bambine molto bene e a fondo, conosci la loro vera natura, sai capire i loro bisogni, anche perchè i bambini di oggi li esprimono molto apertamente. Sono certa che se vogliono stare o giocare con te lo dicono chiaramente. Sei tu quindi che SCEGLI quando assecondare la loro natura, dare loro ciò di cui hanno bisogno, e quando no (perchè magari sei stanco, o vorresti avere del tempo per te stesso. Sono supposizioni, ma è quello che succede generalmente a ogni genitore).

Lei hai messe al mondo e solo per questo hai il dovere non solo di nutrirle fisicamente, ma anche emozionalmente, hanno bisogno di te; sentirsi amati dai propri genitori è la base fondamentale per diventare persone adulte sicure di se', persone certe di poter andare avanti nel mondo. Le tue figlie hanno bisogno di sentire che le ami esattamente come sono .

Tu come vorresti far parte della loro vita? Rispondi a questa domanda e poi assumiti la responsabilità di mettere in pratica questo tuo desiderio che senti dentro di te. 

Fai questo: ogni sera fai il bilancio di quanto ti sei dato a loro rispetto a quanto senti sarebbe stato giusto, per il loro bene, fare. L'intimità si crea innanzitutto dimostrando INTERESSE SINCERO e ATTENZIONE DEDICATA (ciò è tra l'altro valido per ogni tipo di relazione). Tieni presente che le tue figlie riconoscono perfettamente la tua "vera intenzione interna", cioè sentono, percepiscono se quando stai con loro "ci sei" o se invece la tua mente è altrove. 

Se quando starai con loro dedicherai davvero tutto te stesso (non importa che il tempo sia poco o tanto), loro si apriranno verso di te con un senso di affidamento che ti stupirà.

Ciao
Elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Jed,<br />
scusa il ritardo innanzitutto.</p>
<p>Tu conosci certamente le tue bambine molto bene e a fondo, conosci la loro vera natura, sai capire i loro bisogni, anche perchè i bambini di oggi li esprimono molto apertamente. Sono certa che se vogliono stare o giocare con te lo dicono chiaramente. Sei tu quindi che SCEGLI quando assecondare la loro natura, dare loro ciò di cui hanno bisogno, e quando no (perchè magari sei stanco, o vorresti avere del tempo per te stesso. Sono supposizioni, ma è quello che succede generalmente a ogni genitore).</p>
<p>Lei hai messe al mondo e solo per questo hai il dovere non solo di nutrirle fisicamente, ma anche emozionalmente, hanno bisogno di te; sentirsi amati dai propri genitori è la base fondamentale per diventare persone adulte sicure di se&#8217;, persone certe di poter andare avanti nel mondo. Le tue figlie hanno bisogno di sentire che le ami esattamente come sono .</p>
<p>Tu come vorresti far parte della loro vita? Rispondi a questa domanda e poi assumiti la responsabilità di mettere in pratica questo tuo desiderio che senti dentro di te. </p>
<p>Fai questo: ogni sera fai il bilancio di quanto ti sei dato a loro rispetto a quanto senti sarebbe stato giusto, per il loro bene, fare. L&#8217;intimità si crea innanzitutto dimostrando INTERESSE SINCERO e ATTENZIONE DEDICATA (ciò è tra l&#8217;altro valido per ogni tipo di relazione). Tieni presente che le tue figlie riconoscono perfettamente la tua &#8220;vera intenzione interna&#8221;, cioè sentono, percepiscono se quando stai con loro &#8220;ci sei&#8221; o se invece la tua mente è altrove. </p>
<p>Se quando starai con loro dedicherai davvero tutto te stesso (non importa che il tempo sia poco o tanto), loro si apriranno verso di te con un senso di affidamento che ti stupirà.</p>
<p>Ciao<br />
Elena</p>
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		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-11</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 17:26:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-11</guid>
		<description>Generale...

l'età non c'entra si riferiva alle mie figlie, so che la loro diversità deriva molto da quello che tu hai definito "predisposizione innata".

Allo stesso tempo ciò che tu scrivi ha totalmente senso, è assolutamente certo che ognuno di noi è la somma delle proprie esperienze e, soprattutto, dei "significati" che ha dato a tali esperienze. 

Tu mi parli di un fatto che ti ha colpito così tanto da influenzarti nelle tue relazioni, fino ad oggi. Tanto da indurti a credere che ci sia una barriera prima dell'intimità. Ti dico una cosa: per entrare in intimità con le persone è sufficiente che tu sia te stesso. Se tu accetti te stesso per quello che sei, per la persona meravigliosa che sei, non vi sono barriere con gli altri, non vi sono persone da conquistare, e potrai relazionarti con l'esterno nel modo più vero per te, e non con la costante tensione di piacere, essere accettato. (sappi che il bisogno di approvazione/accettazione è presente nella maggior parte delle persone, a livelli diversi, e deriva dalla più grande paura insita in noi: la paura di non essere amati...è un concetto articolato e importantissimo, gli dedicherò un post a breve per permetterti di capire meglio).  
 
Credo sia ora che tu vada da quel piccolo Generale di 9 anni e gli spieghi che ora sei adulto, che sei al sicuro, che i bambini a volte tra di loro sono "cattivi" proprio perchè sono bambini e non capiscono di poter ferire così profondamente, ma ciò che gli è stato fatto o detto non ha nulla a che vedere con CHI lui ERA ed E'in realtà.

Il significato che diamo agli eventi sono molto più forti degli eventi stessi, e da soli possiamo davvero rovinarci la vita. Noi e solo noi siamo responsabili di tali significati, quindi quei bambini non hanno in realtà fatto nulla, ha fatto tutto quel piccolo Generale, con le risorse e la sensibilità che aveva allora. 

Non è uno scherzo, quando sei a letto questa sera, rilassati e poi ritorna da quel bambino sotto l'albero e spiegagli queste cose, è importante che lui le sappia, è importante per te che tu lo faccia, abbraccialo, prendilo con te, forte della persona adulta che sei ora.

Questo è ciò farei io e che ho personalmente fatto per eventi di quando ero piccola che ho scoperto avermi influnzata nell'età più adulta. Ti assicuro che avvengono "guarigioni" incredibili...

Elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Generale&#8230;</p>
<p>l&#8217;età non c&#8217;entra si riferiva alle mie figlie, so che la loro diversità deriva molto da quello che tu hai definito &#8220;predisposizione innata&#8221;.</p>
<p>Allo stesso tempo ciò che tu scrivi ha totalmente senso, è assolutamente certo che ognuno di noi è la somma delle proprie esperienze e, soprattutto, dei &#8220;significati&#8221; che ha dato a tali esperienze. </p>
<p>Tu mi parli di un fatto che ti ha colpito così tanto da influenzarti nelle tue relazioni, fino ad oggi. Tanto da indurti a credere che ci sia una barriera prima dell&#8217;intimità. Ti dico una cosa: per entrare in intimità con le persone è sufficiente che tu sia te stesso. Se tu accetti te stesso per quello che sei, per la persona meravigliosa che sei, non vi sono barriere con gli altri, non vi sono persone da conquistare, e potrai relazionarti con l&#8217;esterno nel modo più vero per te, e non con la costante tensione di piacere, essere accettato. (sappi che il bisogno di approvazione/accettazione è presente nella maggior parte delle persone, a livelli diversi, e deriva dalla più grande paura insita in noi: la paura di non essere amati&#8230;è un concetto articolato e importantissimo, gli dedicherò un post a breve per permetterti di capire meglio).  </p>
<p>Credo sia ora che tu vada da quel piccolo Generale di 9 anni e gli spieghi che ora sei adulto, che sei al sicuro, che i bambini a volte tra di loro sono &#8220;cattivi&#8221; proprio perchè sono bambini e non capiscono di poter ferire così profondamente, ma ciò che gli è stato fatto o detto non ha nulla a che vedere con CHI lui ERA ed E&#8217;in realtà.</p>
<p>Il significato che diamo agli eventi sono molto più forti degli eventi stessi, e da soli possiamo davvero rovinarci la vita. Noi e solo noi siamo responsabili di tali significati, quindi quei bambini non hanno in realtà fatto nulla, ha fatto tutto quel piccolo Generale, con le risorse e la sensibilità che aveva allora. </p>
<p>Non è uno scherzo, quando sei a letto questa sera, rilassati e poi ritorna da quel bambino sotto l&#8217;albero e spiegagli queste cose, è importante che lui le sappia, è importante per te che tu lo faccia, abbraccialo, prendilo con te, forte della persona adulta che sei ora.</p>
<p>Questo è ciò farei io e che ho personalmente fatto per eventi di quando ero piccola che ho scoperto avermi influnzata nell&#8217;età più adulta. Ti assicuro che avvengono &#8220;guarigioni&#8221; incredibili&#8230;</p>
<p>Elena</p>
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	<item>
		<title>Di: Il Generale</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-10</link>
		<dc:creator>Il Generale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 10:45:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-10</guid>
		<description>Tu dici che l'età non c'entra? Potrebbe essere. Sono, però, convinto che le nostre esperienze possano influenzare in modo deciso il nostro modo di relazionarci.
Sinceramente io non sono in grado di percepire questa energia, per cui perdonami se parlo da blasfemo della materia.
Posso però riferirmi all'anima, o come la definisce qualcuno memoria pensante, riportandoti ciò che mi accadde in un college di Londra a 9 anni.

Quando ero molto piccolo, come ho detto 9 anni, sono stato in una vacanza studio di 2 settimane a Londra con alcuni coetanei e ragazzi che avevano età compresa tra i 10 e 16 anni.
Ovviamente essendo i piccoli del gruppo eravamo il bersaglio preferito e predefinito dei più grandi, sia per quanto riguarda scherzi che per prese in giro e offese. Inutile dire che a quell'età la cosa mi segnò molto e mi ritrovai una sera verso l'imbrunire sotto un albero molto grande ad ascoltare malinconico il rumore delle foglie. E' allora che presi contatto con il mio Io e che maturai improvvisamente modificando tutto il mio modo di relazionarmi con l'esterno, poichè acquisii all'epoca un lieve e quasi impalpabile consapevolezza dei meccanismi che governavano la mia mente.

E da quel momento sono sempre alla ricerca, nelle altre persone, di questo "meccanismo" e del suo funzionamento, poichè mi permette facilmente di entrare in relazione con l'altra persona e penetrare al di là della barriera di intimità.

Non so se sto scrivendo cavolate e se siano solamente mie convinzioni fallaci, però gradirei realmente un tuo giudizio a riguardo.

Il Generale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tu dici che l&#8217;età non c&#8217;entra? Potrebbe essere. Sono, però, convinto che le nostre esperienze possano influenzare in modo deciso il nostro modo di relazionarci.<br />
Sinceramente io non sono in grado di percepire questa energia, per cui perdonami se parlo da blasfemo della materia.<br />
Posso però riferirmi all&#8217;anima, o come la definisce qualcuno memoria pensante, riportandoti ciò che mi accadde in un college di Londra a 9 anni.</p>
<p>Quando ero molto piccolo, come ho detto 9 anni, sono stato in una vacanza studio di 2 settimane a Londra con alcuni coetanei e ragazzi che avevano età compresa tra i 10 e 16 anni.<br />
Ovviamente essendo i piccoli del gruppo eravamo il bersaglio preferito e predefinito dei più grandi, sia per quanto riguarda scherzi che per prese in giro e offese. Inutile dire che a quell&#8217;età la cosa mi segnò molto e mi ritrovai una sera verso l&#8217;imbrunire sotto un albero molto grande ad ascoltare malinconico il rumore delle foglie. E&#8217; allora che presi contatto con il mio Io e che maturai improvvisamente modificando tutto il mio modo di relazionarmi con l&#8217;esterno, poichè acquisii all&#8217;epoca un lieve e quasi impalpabile consapevolezza dei meccanismi che governavano la mia mente.</p>
<p>E da quel momento sono sempre alla ricerca, nelle altre persone, di questo &#8220;meccanismo&#8221; e del suo funzionamento, poichè mi permette facilmente di entrare in relazione con l&#8217;altra persona e penetrare al di là della barriera di intimità.</p>
<p>Non so se sto scrivendo cavolate e se siano solamente mie convinzioni fallaci, però gradirei realmente un tuo giudizio a riguardo.</p>
<p>Il Generale</p>
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		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-9</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 08:08:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-9</guid>
		<description>Ciao Generale,
sì Vanessa e Diletta hanno due tipi di energia molto diverse tra loro. L'età in realtà non c'entra, infatti come genitore ho imparato che devo proprio comunicare con loro in maniera molto diversa per farmi capire ed "arrivare al loro cuore".

Loro reagiscono in maniera molto diversa alle situazioni della vita e nel rapporto con me e il padre, io e lui ci troviamo costantemente nella situazione di imparare...

Grazie del tuo commento, spero di rincontrarti presto e... continua a leggermi!
Elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Generale,<br />
sì Vanessa e Diletta hanno due tipi di energia molto diverse tra loro. L&#8217;età in realtà non c&#8217;entra, infatti come genitore ho imparato che devo proprio comunicare con loro in maniera molto diversa per farmi capire ed &#8220;arrivare al loro cuore&#8221;.</p>
<p>Loro reagiscono in maniera molto diversa alle situazioni della vita e nel rapporto con me e il padre, io e lui ci troviamo costantemente nella situazione di imparare&#8230;</p>
<p>Grazie del tuo commento, spero di rincontrarti presto e&#8230; continua a leggermi!<br />
Elena</p>
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	<item>
		<title>Di: Il Generale</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-8</link>
		<dc:creator>Il Generale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 06:47:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-8</guid>
		<description>Da quel poco che ho visto la Vanessa sembra molto più riflessiva e già interiormente sviluppata rispetto a quel peperino della Dilly. Forse dipende dall'età o forse semplicemente da una predisposizione innata.

Tu che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da quel poco che ho visto la Vanessa sembra molto più riflessiva e già interiormente sviluppata rispetto a quel peperino della Dilly. Forse dipende dall&#8217;età o forse semplicemente da una predisposizione innata.</p>
<p>Tu che ne pensi?</p>
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		<title>Di: Jed</title>
		<link>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-7</link>
		<dc:creator>Jed</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 11:30:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.elenacasiraghi.it/2008/05/13/io-e-vanessa/#comment-7</guid>
		<description>Ciao Elena,
che bel racconto e che belle parole!
Chissà se le tue bimbe (dal racconto capisco che ne hai un'altra) capiscono la fortuna di avere un mamma come te.
Com'è il tuo rapporto con loro nella vita quotidiana? Queste tue energie e soprattutto questa intesa con Vanessa ti aiuta nel rapporto "quotidiano" con lei?
Anch'io ho due bimbe e vorrei qualche consiglio da te in quanto raramente, o non abbastanza spesso, riesco ad entrare nella giusta intimità con loro per far parte delle loro vite come un padre dovrebbe fare.
Attendo una tua risposta

Ciao
Jed</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Elena,<br />
che bel racconto e che belle parole!<br />
Chissà se le tue bimbe (dal racconto capisco che ne hai un&#8217;altra) capiscono la fortuna di avere un mamma come te.<br />
Com&#8217;è il tuo rapporto con loro nella vita quotidiana? Queste tue energie e soprattutto questa intesa con Vanessa ti aiuta nel rapporto &#8220;quotidiano&#8221; con lei?<br />
Anch&#8217;io ho due bimbe e vorrei qualche consiglio da te in quanto raramente, o non abbastanza spesso, riesco ad entrare nella giusta intimità con loro per far parte delle loro vite come un padre dovrebbe fare.<br />
Attendo una tua risposta</p>
<p>Ciao<br />
Jed</p>
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