Io e Vanessa
Vanessa ha 8 anni. E’ mia figlia. Quando siamo una accanto all’altra le nostre energie si alimentano a vicenda ed è come se 1+1 facesse 3 come risultato, non un semplice 2. Ha l’energia di una persona già adulta, alcuni dei viaggi astrali più intensi e forti li ho fatti con accanto lei nel mio letto che dormiva quando ancora era neonata. In alcuni ricordo che ha tentato di venire con me, ma ricordo anche di averla rimessa a letto, non mi fidavo. Io so quando ha bisogno della mia energia e della mia forza, e lei con molta naturalezza mi si mette vicino e assorbe l’energia che serve al suo corpo per ricaricarsi e rigenerarsi. Questa cosa vale anche all’opposto, se ne ho bisogno, posso sedermi accanto a lei e la sua energia riequilibra la mia. Credo sia molto evoluta Vanessa. Venerdì è successa una cosa nuova tra di noi, che mi ha lasciata davvero stupita. Avevo avuto una giornata di lavoro particolarmente impegnativa dal punto di vista emozionale, a volte infatti mi succede di assorbire le emozioni negative o conflittuali degli altri e non essere in grado subito di lasciarle andare, in pratica le “trattengo” e così mi riempio di energia non mia. (E’ uno degli effetti negativi del riuscire a “sentire” anche le cose non dette dalle persone, semplicemente standogli vicina. Sicuramente capita anche a voi di riuscire a capire di che umore è il vostro compagno/compagna anche quando non lo esprime a parole: in quel momento siete in grado di sentire/percepire la sua energia e quindi le emozioni che sta provando. A me succede anche con coloro che non conosco in maniera approfondita).
La sera ero nel letto insieme a Vanessa (e la sorellina), e con la forte sensazione di dovermi liberare di quell’accumulo di energia e di tensioni emotive non mie. Allungo il braccio per spegnere la luce con l’intenzione di iniziare un esercizio di meditazione per lasciare andare questa energia. Sento un ditino che mi tocca la schiena per chiamarmi. Mi volto, è Vanessa che mi guarda e mi sorride come ad invitarmi a voltarmi verso di lei. So già che non mi sta chiamando per caso. Mi sdraio accanto a lei e ci guardiamo negli occhi, lei non dice niente, ha uno sguardo da grande, mi sorride. Le dico: “Dimmi…”. Lei non parla e continua a guardarmi negli occhi e a sorridermi con una pace e serenità negli occhi disarmanti. Capisco che sarà lei a fare a me questo esercizio di riequilibrio energetico. Infatti, dopo qualche istante, sempre sorridendomi, dice: “Ho bisogno della tua energia” e prende la mia mano tra le sue due manine. Stiamo così per qualche minuto appena, guardandoci negli occhi tranquillamente, senza dire nulla, poi di colpo entrambe sentiamo che non c’è più nulla, tutto è già avvenuto. Ci lasciamo le mani, lei si volta, chiude gli occhi e si addormenta, io mi rilasso e sento che tutto è passato, le energie degli altri dentro di me sono svanite e sono in perfetto equilibrio.
Queste siamo io e Vanessa. Molti bambini di oggi sono così, speciali, con una delle loro parti interiori già adulta e ben sviluppata, evoluti. Talvolta difficili da gestire e crescere proprio perchè come genitori dobbiamo imparare a trovare l’equilibrio nel saperli educare in questo loro essere bambini e allo stesso tempo, per certi aspetti, già grandi. Nel libro I Bambini Indaco potete trovare degli spunti molto interessanti e di grande utilità in merito. Consigliatelo a chi ha figli o nipoti!
Elena
Ciao Elena,
che bel racconto e che belle parole!
Chissà se le tue bimbe (dal racconto capisco che ne hai un’altra) capiscono la fortuna di avere un mamma come te.
Com’è il tuo rapporto con loro nella vita quotidiana? Queste tue energie e soprattutto questa intesa con Vanessa ti aiuta nel rapporto “quotidiano” con lei?
Anch’io ho due bimbe e vorrei qualche consiglio da te in quanto raramente, o non abbastanza spesso, riesco ad entrare nella giusta intimità con loro per far parte delle loro vite come un padre dovrebbe fare.
Attendo una tua risposta
Ciao
Maggio 19th, 2008 at 12:30Jed
Da quel poco che ho visto la Vanessa sembra molto più riflessiva e già interiormente sviluppata rispetto a quel peperino della Dilly. Forse dipende dall’età o forse semplicemente da una predisposizione innata.
Tu che ne pensi?
Maggio 20th, 2008 at 07:47Ciao Generale,
sì Vanessa e Diletta hanno due tipi di energia molto diverse tra loro. L’età in realtà non c’entra, infatti come genitore ho imparato che devo proprio comunicare con loro in maniera molto diversa per farmi capire ed “arrivare al loro cuore”.
Loro reagiscono in maniera molto diversa alle situazioni della vita e nel rapporto con me e il padre, io e lui ci troviamo costantemente nella situazione di imparare…
Grazie del tuo commento, spero di rincontrarti presto e… continua a leggermi!
Maggio 20th, 2008 at 09:08Elena
Tu dici che l’età non c’entra? Potrebbe essere. Sono, però, convinto che le nostre esperienze possano influenzare in modo deciso il nostro modo di relazionarci.
Sinceramente io non sono in grado di percepire questa energia, per cui perdonami se parlo da blasfemo della materia.
Posso però riferirmi all’anima, o come la definisce qualcuno memoria pensante, riportandoti ciò che mi accadde in un college di Londra a 9 anni.
Quando ero molto piccolo, come ho detto 9 anni, sono stato in una vacanza studio di 2 settimane a Londra con alcuni coetanei e ragazzi che avevano età compresa tra i 10 e 16 anni.
Ovviamente essendo i piccoli del gruppo eravamo il bersaglio preferito e predefinito dei più grandi, sia per quanto riguarda scherzi che per prese in giro e offese. Inutile dire che a quell’età la cosa mi segnò molto e mi ritrovai una sera verso l’imbrunire sotto un albero molto grande ad ascoltare malinconico il rumore delle foglie. E’ allora che presi contatto con il mio Io e che maturai improvvisamente modificando tutto il mio modo di relazionarmi con l’esterno, poichè acquisii all’epoca un lieve e quasi impalpabile consapevolezza dei meccanismi che governavano la mia mente.
E da quel momento sono sempre alla ricerca, nelle altre persone, di questo “meccanismo” e del suo funzionamento, poichè mi permette facilmente di entrare in relazione con l’altra persona e penetrare al di là della barriera di intimità.
Non so se sto scrivendo cavolate e se siano solamente mie convinzioni fallaci, però gradirei realmente un tuo giudizio a riguardo.
Il Generale
Maggio 20th, 2008 at 11:45Generale…
l’età non c’entra si riferiva alle mie figlie, so che la loro diversità deriva molto da quello che tu hai definito “predisposizione innata”.
Allo stesso tempo ciò che tu scrivi ha totalmente senso, è assolutamente certo che ognuno di noi è la somma delle proprie esperienze e, soprattutto, dei “significati” che ha dato a tali esperienze.
Tu mi parli di un fatto che ti ha colpito così tanto da influenzarti nelle tue relazioni, fino ad oggi. Tanto da indurti a credere che ci sia una barriera prima dell’intimità. Ti dico una cosa: per entrare in intimità con le persone è sufficiente che tu sia te stesso. Se tu accetti te stesso per quello che sei, per la persona meravigliosa che sei, non vi sono barriere con gli altri, non vi sono persone da conquistare, e potrai relazionarti con l’esterno nel modo più vero per te, e non con la costante tensione di piacere, essere accettato. (sappi che il bisogno di approvazione/accettazione è presente nella maggior parte delle persone, a livelli diversi, e deriva dalla più grande paura insita in noi: la paura di non essere amati…è un concetto articolato e importantissimo, gli dedicherò un post a breve per permetterti di capire meglio).
Credo sia ora che tu vada da quel piccolo Generale di 9 anni e gli spieghi che ora sei adulto, che sei al sicuro, che i bambini a volte tra di loro sono “cattivi” proprio perchè sono bambini e non capiscono di poter ferire così profondamente, ma ciò che gli è stato fatto o detto non ha nulla a che vedere con CHI lui ERA ed E’in realtà.
Il significato che diamo agli eventi sono molto più forti degli eventi stessi, e da soli possiamo davvero rovinarci la vita. Noi e solo noi siamo responsabili di tali significati, quindi quei bambini non hanno in realtà fatto nulla, ha fatto tutto quel piccolo Generale, con le risorse e la sensibilità che aveva allora.
Non è uno scherzo, quando sei a letto questa sera, rilassati e poi ritorna da quel bambino sotto l’albero e spiegagli queste cose, è importante che lui le sappia, è importante per te che tu lo faccia, abbraccialo, prendilo con te, forte della persona adulta che sei ora.
Questo è ciò farei io e che ho personalmente fatto per eventi di quando ero piccola che ho scoperto avermi influnzata nell’età più adulta. Ti assicuro che avvengono “guarigioni” incredibili…
Elena
Maggio 20th, 2008 at 18:26Ciao Jed,
scusa il ritardo innanzitutto.
Tu conosci certamente le tue bambine molto bene e a fondo, conosci la loro vera natura, sai capire i loro bisogni, anche perchè i bambini di oggi li esprimono molto apertamente. Sono certa che se vogliono stare o giocare con te lo dicono chiaramente. Sei tu quindi che SCEGLI quando assecondare la loro natura, dare loro ciò di cui hanno bisogno, e quando no (perchè magari sei stanco, o vorresti avere del tempo per te stesso. Sono supposizioni, ma è quello che succede generalmente a ogni genitore).
Lei hai messe al mondo e solo per questo hai il dovere non solo di nutrirle fisicamente, ma anche emozionalmente, hanno bisogno di te; sentirsi amati dai propri genitori è la base fondamentale per diventare persone adulte sicure di se’, persone certe di poter andare avanti nel mondo. Le tue figlie hanno bisogno di sentire che le ami esattamente come sono .
Tu come vorresti far parte della loro vita? Rispondi a questa domanda e poi assumiti la responsabilità di mettere in pratica questo tuo desiderio che senti dentro di te.
Fai questo: ogni sera fai il bilancio di quanto ti sei dato a loro rispetto a quanto senti sarebbe stato giusto, per il loro bene, fare. L’intimità si crea innanzitutto dimostrando INTERESSE SINCERO e ATTENZIONE DEDICATA (ciò è tra l’altro valido per ogni tipo di relazione). Tieni presente che le tue figlie riconoscono perfettamente la tua “vera intenzione interna”, cioè sentono, percepiscono se quando stai con loro “ci sei” o se invece la tua mente è altrove.
Se quando starai con loro dedicherai davvero tutto te stesso (non importa che il tempo sia poco o tanto), loro si apriranno verso di te con un senso di affidamento che ti stupirà.
Ciao
Maggio 21st, 2008 at 17:42Elena