Negli occhi dello Sciamano
“Negli occhi dello Sciamano” è il primo libro (edito da Piemme) di Hernan Huarache Mamani: un indio nato a Chivay, un villaggio della Cordigliera delle Ande, sacerdote e curandero, ultimo erede di un’antica generazione di curanderi.
Ho letto questo libro nel 2003 ed è certamente uno di quelli che ti lasciano un segno indelebile dentro e ti fanno avanzare (non a caso lo trovi tra le mie Letture Consigliate). Oltre ad essere colmo di insegnamenti è certamente un romanzo avvincente e molto piacevole da leggere, si tratta infatti del racconto autobiografico di Mamani, di come ha riscoperto la cultura dei suoi antenati dopo aver vissuto una vita “all’occidentale” e dell’incontro determinante con un maestro spirituale andino che vive in una grotta su una montagna, tra i ghiacci eterni.
Riporto uno dei tanti passaggi significativi presenti in tutto il libro, messaggi che vanno oltre il semplice racconto romanzato…
[…]
“Per compiere il tuo cammino è necessario che tu sia preparato, perchè sarai un messaggero del nostro popolo. Ma per fare i primi passi devi cominciare a conoscerti: per riuscirci, dovrai continuamente rivolgere a te stesso la medesima domanda: “Chi sono io?”. E ogni volta tentare di darti una risposta. Più ti farai domande e cercherai di rispondere ad esse, più questo ti aiuterà a conoscerti.
Adesso è necessario che tu ti risponda con sincerità; solo così saprai chi sei veramente…Perchè dentro di te, e solo in te, c’è la risposta a questa domanda. Questo esercizio dovrà essere svolto nella solitudine e nel silenzio. Qui nessuno ti disturberà. Il nostro corpo funziona in due modi. Dall’esterno verso l’interno, attraverso i sensi, che lo mettono in relazione col mondo. L’altro, è il contatto col tuo mondo interiore, molto più importante, perchè ti aiuta ad incontrarti con te stesso: a trovare il tuo equilibrio, a trovare il tuo centro. Così potrai cominciare ad essere cosciente della tua esistenza individuale, che fa parte della più vasta esistenza universale. Arriverai così ad un’espansione della coscienza, senza stimoli esterni che ti distraggano.
Nella solitudine e nel silenzio, comincerà la ricerca della tua unità; ecco perchè è necessario che impari a maneggiare la tua mente come fosse uno strumento nelle tue mani. La mente deve essere il tuo aiutante e non, come succede adesso, tu un giocattolo nelle mani della tua mente. I pensieri che ti attirano non sono tuoi, vengono dall’esterno. Guardi una persona: ti fa pensare ad un amico. Pensi a quell’amico, ricordi il suo volto, il fisico, le sue parole, il suo comportamento. Se ti osservassi in quel momento, ti accorgeresti che la mente ti sta dirigendo verso una direzione che non avevi scelto, semplicemente ti sei fatto trascinare dai tuoi pensieri.
Con questo esercizio imparerai a mettere ordine nella mente…Così resterà vuota e raggiungerai momenti di rilassamento. Recupererai il tuo equilibrio e sarai te stesso. Solo se saprai essere te stesso, sarai libero…”
Insomma, questo libro è davvero da comprare, believe me!
Elena
Herman Mamani, non volermene, è quello che dici tu PUBBLICAMENTE…privatamente sembra sia stato cacciato dal sud america dei suoi “colleghi” curandeiros per aver tenuto una condotta meno che eccepibile.
Inoltre una cosa che fatico a sopportare di Herman è la sicumera con cui parla di donne essendo un uomo.
Detto questo va tutto bene, come con Marlo Morgan che si è inventata “E venne chiamata Due Cuori”…e il mondo dei Didjeridoo si è arrabiatissimo…io dicevo: ma se ti ha dato un’emozione che te ne frega che si sia inventata tutto?
La stessa cosa con Mamani (che noi scherzosamente appellavamo “lo Sciamano Del Domani” con una gustosa rima!:-)…può anche darsi che sia accaduto quello che ho scritto, ma se dà utilità che ci frega?
E il punto è proprio questo: CI HA DATO UTILITA’?
A me, personalmente, no. A molte (specie donne) si.
Buon per loro.:-)
Settembre 19th, 2008 at 19:15