La danza della Vita
Ho sempre saputo che quando moriamo il nostro spirito sopravvive, cio’ nonostante c’è stato un periodo in cui ho sentito molto forte la paura della morte.
Una sera decisi di capire. Era l’8 ottobre del 2001. Chiusi gli occhi e iniziai a meditare andando alla ricerca di qualcuno che mi spiegasse la mia paura della morte. Ecco cosa vidi (e scrissi subito dopo):
una ballerina col tutù d’oro circondata da una luce d’oro che ballava con un ballerino vestito di nero in pelle con la testa coperta. Ballavano insieme, uniti, lei nelle braccia di lui…li guardavo, e a un certo punto mi è stato chiaro, era la Vita che danzava con la Morte, è stato molto commovente perchè ho visto che la Morte ama proprio come la Vita, dovevate vedere come era dolce e sinuosa e leggera. Anche la Morte ama, e ama la Vita. Ho pianto, ero seduta col capo chinato davanti a lei, le ho chiesto scusa, scusa per quello che ho pensato di lei, per non aver capito il suo amore, la sua dolcezza. La Vita e la Morte che si fondono, la Morte che da’ la Vita. Poi un’immagine ben nitida e forte che mi ha fatto capire tutto: il corpo fisico è come il guscio dell’uovo, dall’uovo rotto esce il tuorlo, nello stesso modo quando una persona muore l’anima esce dal corpo, ma il guscio rotto e vuoto non fa schifo o paura, è semplicemente un guscio aperto e così il corpo senza vita è un mezzo di cui avere rispetto, ma non timore. Io e la Morte ci siamo abbracciate, addirittura mi sono sentita io nella bara e ho provato la sensazione di chiudere gli occhi per sempre, il mio “corpo” è uscito mano nella mano con lei, ho cercato di voltarmi a guardare, e ho visto capelli grigi. Ero vecchia.
Da quella sera il mio rapporto con la morte si è completamente trasformato. Ho compreso che la morte non è un evento che arriva ad interrompere la vita, bensì un anello collegato ad essa, che crea il passaggio da una vita all’altra. Due sorelle alleate.
Elena
ciao Elena! anzittutto COMPLIMENTI per il blog e per gli articoli :-D
tutto molto bello!
aggiungo subito il feed al mio netvibes e il blog ai miei link.
a presto!!!
Maggio 7th, 2008 at 18:09Mi ha molto colpito questo tuo scritto. Ho provato una bellissima emozione. Grazie.
Maggio 22nd, 2008 at 10:31Mi fa piacere Mietta, grazie.
Maggio 22nd, 2008 at 17:41Quella meditazione è stata bellissima e molto forte anche per me. Meditare “guarisce”.
Elena
Vi cito queste bellissime parole recitate in un memorabile film …..(provate a indovinare di quale film trattasi).
Le trovo poetiche e addolciscono seppur malinconicamente la morte imminente…..di chi sta parlando.
“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Luglio 4th, 2008 at 13:17Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.
È tempo…di morire”
Noto come se da un lato TUTTI NOI SAPPIAMO di DOVER MORIRE; NESSUNO DI NOI SI PREPARA A FARLO…come se dovesse avvenire tra secoli.
I tibetani fanno altro da noi…non sfuggono alla morte, anzi la incontrano fin da bambini con una meditazione (purtroppo non riesco a uplodare un testo, magari te lo invio e lo metti in onda)…
E poi diciamocelo con le parole di E.K.Ross: LA MORTE E’ di VITALE IMPORTANZA!
Se non facciamo pace con la morte, non riusciremo a vivere con gusto e se non avremo vissuto con gusto, avremo paura della morte.
E così sia.max:-)
Settembre 19th, 2008 at 19:19Gentilissimo Max,
innanzitutto ti ringrazio del tuo commento, o meglio ancora, mi fa piacere tu abbia speso del tempo a leggere le righe del mio blog (che sappiamo bene è da migiorare:-)).
Mi farebbe molto piacere se tu mi inviassi il testo di cui fai menzione, così da poterlo pubblicare.
Durante la meditazione che racconto in realtà è successo anche qualcos’altro, che però mi era sembrato “esagerato” scrivere. Prima dell’immagine del guscio rotto la Morte mi ha accompagnata nei luoghi in cui un tempo avevo paura, di fronte alla bara dei miei cari e io tenevo in braccio la Elena piccola che aveva visto. Poi Lei ha detto alla Elena bambina di non preoccuparsi, che con lei ci sono io ELENA grande, di fidarsi di me…(la sensazione di prendere in braccio me da piccola e farle sentire la MIA forza è stata davvero profonda, reale, guaritrice)…alla fine della meditazione ho lasciato la Morte al suo balletto, ma ha detto di tornare da Lei se ne avrò ancora bisogno.
Credo che la meditazione dei tibetani di cui parli sia un viaggio senza ritorno, o meglio, un viaggio da cui non si può tornare uguali a prima, un viaggio che trasforma indelebilmente e profndamente, per sempre…
Grazie per la bellissima “battuta” finale, che ripeto:
Ottobre 6th, 2008 at 21:07se non avremo vissuto con gusto, avremo paura della morte…troppo vero…grazie.
Elena
Ciao Elena
mi trovo a lavoro ma quando ho una piccola pausa giro x internet nella ricerca disperata che qualcosa mi convinca chiaramente e definitivamente che il mio compagno che è morto il 12/12/08 sia da qualche parte che mi osserva e continui ad amarmi come mi sforzo di fare io che sono rimasta su questa terra per continuare a soffrire.. Spero di non apparire troppo patetica ma non avevo mai avuto un contatto con la morte da così vicino e sto cercando di continuo le risposte alle mie innumerevoli domande.
Ho un bambino di 5 anni ed è proprio per lui che vado avanti ma riesce difficile dare un senso logico a questa vita che puoi perdere in qualsiasi momento, chiunque tu sia, buono o cattivo, grande o piccolo senza alcuna pietà come se fossimo delle formiche schiacciate indignitosamente…
Ti scrivo semplicemente per ricevere solo un tuo parere e consiglio.
Una donna che attualmente si sente piccola piccola!!
Gennaio 9th, 2009 at 15:33Alessandra