I now walk…
…INTO THE WILD
Questa notte sono riuscita a vedere il film “Into the wild”, sceneggiato e diretto da Sean Penn, uscito nelle sale lo scorso gennaio. Sapevo che si trattava di un film coinvolgente e speciale…e così è stato.
Anno 1990. Christopher McCandless ha 20 anni, si è appena laureato e sceglie di lasciare tutto e tutti per partire da solo, all’avventura, con uno zaino in spalla, senza soldi, senza lasciare traccia, direzione Alaska. Il suo viaggio durerà due anni, due anni meravigliosi di solitudine e scoperte…Nell’essere soli c’è un senso di pienezza che a parole è difficile poter esprimere, vivere nella natura, dovendo usare la propria forza fisica permette di misurare se stessi, crescere…Nella natura vi è il segno tangibile dell’esistenza di Dio; da solo, puoi trovare te stesso, nel silenzio trovi la pienezza del tutto, essere nessuno in mezzo al mondo, è in quel momento che scopri di essere pieno di significato. E’ esattamente per questo motivo che quando sono in mezzo a persone che parlano una lingua diversa dalla mia mi si torce lo stomaco dall’emozione, tutte le volte, ogni volta come se fosse la prima volta. Perché noi siamo una parte del tutto, di qualcosa di immenso, e quando so di essere in mezzo a persone molto lontane da me sento di riuscire a toccare questo immenso. E’ una sensazione d’anima fortissima, che apre il cuore, che ti auguro di riuscire a provare.
Christopher: “Quando vuoi una cosa, allunga la mano e prendila”.
Tu cosa allungheresti la mano a prendere? Una cosa? Un lavoro? Un rapporto? Una persona? Christopher ha avuto il coraggio di prendere ciò che davvero desiderava nel più profondo del suo cuore. Credo ci sia un grande insegnamento per tutti noi in ciò.
Ancora Christopher: “Ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone, Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque, in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza, abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di guardare le cose”.
Credo che sia possibile cogliere il senso della felicità innanzitutto proprio nella natura in cui siamo immersi, in ciò che possiamo guardare attorno a noi e vivere con l’anima attraverso i nostri occhi. Fai una cosa, alzati e vai alla finestra, trova uno scorcio da cui osservare il cielo, in pienezza, senza null’altro alla tua vista, osservalo bene, lascia che entri dentro di te, immergiti nelle nuvole…sentiti volare fino al cielo…Noi siamo parte di questo immenso. E’ il significato della vita…nulla è più forte di ciò.
“Happiness only real when shared”.
Ecco cosa scrive Christopher al termine della sua favolosa avventura. Alla fine del suo lungo viaggio egli scopre la verità, che solo dopo aver provato la vera solitudine si può davvero riuscire a capire. La solitudine come scelta consapevole, forzata nel senso che ne hai bisogno, la desideri perché sai che solo lì puoi trovare il tutto che cerchi. E quando lo trovi, allora sei pronto per tornare in mezzo agli altri e vivere serenamente. Christopher ha avuto il coraggio di cercare le risposte nel modo più vero per se’, anche se andava contro tutto e tutti; ha così potuto scoprire se stesso veramente, trovare il SUO significato della vita e il suo destino. Ha vissuto la sua vita pienamente, è l’unica cosa che conta nella vita di ognuno di noi.
Un film intenso e profondo, guardalo…
Beata solitudine…..
io credo che si ha paura, ho paura, della solitudine, perchè si vede con più chiarezza ciò che veramente si desidera e ciò paragonato con la propria realtà immanente ed il proprio essere, sembra irrealizzabile.
Ma perchè a volte mi chiedo i desideri mi creano un disagio latente? Perchè non vedo il modo di concretizzarli nella mia vita?
A volte vorrei anch’io vivere solo della natura, solo dell’essenziale, ma ho paura di fare anche solo il primo passo….
Capisco solo una cosa, che questo passo parte da una condizione umana di solitudine, inteso come decisione presa singolarmente.
Questo è ciò che gli altri NON possono condividere, la decisione di una scelta.
Alberto
Luglio 2nd, 2008 at 08:39