18 Apr

A chi è ancora sveglio

Se quando sei a letto, la notte, impari a fare silenzio dentro di te e a mettere a tacere anche la mente che cerca di fare rumore per confonderti, ti puo’ accadere quella straordinaria esperienza di “sentire” il tuo cuore e la tua anima; puoi scoprire che dentro di te vi è un mondo immenso, profondo, un mondo che si esprime con le sensazioni e non col frastuono. Lì ci sono le vere domande a cui devi dare risposta, lì ci sono i segreti che nascondi a tutti, lì c’è chi sei tu veramente, senza maschere, ruoli o sceneggiature. E’ lì che è possibile toccare la tua anima, è lì che hai imparato chissà quanti anni fa a nasconderti per non lasciare accedere che pochi eletti.

Sai che c’è? La verità è che per quanto tu ti sforzi di non mostrarti per intero, ci sarà sempre qualcuno capace di guardarti dentro e riconoscerti in una frazione di secondo.

Che cosa cerchi di nascondere a tutti i costi? Non sei ancora stanco di fingere? Cosa temi potrebbe accadere se gli altri ti conoscessero completamente? Da cosa credi di doverti difendere?

La vulnerabilità fa parte di ognuno di noi, negarla e contrastarla non ottiene che l’effetto contrario di amplificarla. Tu che cosa vuoi dalla vita? Qual’è il tuo desiderio più grande, che cosa vuoi realizzare?

Se hai ancora la forza di non tirarti indietro, di sceglierti la vita masticando ogni metro, allora scegli di togliere la maschera almeno di fronte a te stesso. Smetti di tenere imprigionate le parti più vere di te, lascia che si esprimano e permettiti di accedere al tuo pieno potenziale. Il tuo vero potere sta proprio in quelle parti che vuoi a tutti costi nascondere e non mettere in campo perchè erroneamente credi in questo modo di metterti al riparo da ogni eventuale dolore, e non ti rendi invece conto che proprio questo comportamento porta non completezza e frustrazione interiore.

Immagina di obbligare tuo figlio a non esprimere una parte di se’, del suo carattere…immagina di farlo crescere così per anni e anni…cosa pensi accadrà quando sarà grande? Te lo immagini felice, sereno, realizzato e fiducioso o “legato”, “costretto” in un’identità che non è la sua e disilluso? E allora, se non faresti questo a tuo figlio, perchè mai invece lo stai facendo a te stesso da anni? Quando accetterai che avere un’anima “delicata” non è un difetto bensì un grande, grandissimo dono?

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