26 Lug

Ho letto una storia strana…

Tre settimane fa ho letto su un libro questa storia…che cerco di riassumervi:

racconta di un ragazzo che sognava spesso di essere un cavallo. Si trattava di un cavallo rinchiuso in un recinto. Una notte il sogno cambiò: il recinto era scomparso. All’inizio il cavallo se ne stava lì buono all’interno dello spazio che prima era recintato. Era tranquillo, vedeva che attorno a se’ il recinto era scomparso, abbattuto, questa cosa gli faceva piacere, lo faceva sentire libero, ma non sentiva l’esigenza di avventurarsi altrove.  Il cavallo aveva un “sussurratore di cavalli” che alcune volte si prendeva cura di lui. Quel giorno, nel sogno, successe qualcosa di strano. All’arrivo del sussurratore di cavalli a cui si era affidato, il cavallo non si era lasciato avvicinare ed era fuggito, correndo via, attraverso i campi, fino a giungere al limitar della strada, dinnanzi a un burrone. Il ragazzo voleva gettarsi da lì. Il cavallo, bianco, era troppo bello, il ragazzo non riusciva a trattenere tanta bellezza e per questo voleva gettarsi. In quel preciso istante il cuore del ragazzo scoppiò. Iniziò a piangere disperatamente. Pensò che si trattasse di un punto di ROTTURA, un punto da cui non sarebbe più tornato come prima, PUNTI DI NON RITORNO. Il sussurratore di cavalli iniziò a far riflettere il ragazzo sul perchè volesse buttare ed uccidere un cavallo così luminoso e bello, UNICO. La risposta era chiara: proprio perchè unico, troppo bello per vivere su questo mondo, su questi livelli, troppo. Il ragazzo rimase lì col cavallo, soli loro due, sulla cima di quel burrone, allontanando chiunque provasse ad avvicinarli, volesse star loro accanto. Ancora l’idea che su questo mondo nessuno potesse comprendere la bellezza, la VERA NATURA del suo splendido cavallo. Ma il sussurratore di cavalli si fece nuovamente avanti, e fece capire al ragazzo che ERA LUI che non voleva vedere questa magnificenza, che era PROPRIO LUI che NON la riconosceva, che la nascondeva. Il ragazzo sentì altri scoppi nel cuore, potenti, sofferenti, profondissimi nelle viscere. Il ragazzo non ricorda più cosa successe poi, ma si buttò da quel burrone e arrivato in fondo si sotterrò per nascondersi. Era bellissimo potersi riposare. Essere sotto la terra. Era morto. La parte di sè che stava sognando e che aveva assistito a tutta questa “scena” dall’inizio, prese tra le braccia il ragazzo. Era morto. Paradossalmente il suo respiro si sbloccò, proprio nell’attimo in cui si era reso conto di essere morto davvero. Ma non sapeva cosa fare, era  anche spaventato. Oddio era morto davvero. Adesso cosa avrebbe fatto? Era se stesso, con il suo corpo reale.  Era pallido.  Era morto. Non sapeva cosa fare, ma una parte di se’ credeva fosse giusto riposasse perchè la parte morta era quella che non ce la faceva più a vivere, voleva riposare, e se lo meritava dato che aveva portato il ragazzo lungo tutta la vita, fino a lì. Finalmente il ragazzo permise alle persone a lui più care di intrufolarsi e mostrò loro la parte morta, per far capire loro che da quel giorno qualcosa sarebbe cambiato. La mostrò anche ai suoi parenti. Molto velocemente.

Una storia strana, credo che ognuno possa interpretarla un po’ come crede…

Elena

19 Lug

Sarà REIKI?

Non ho mai partecipato ad un corso di reiki.  Ho frequentato molti corsi, di diversa natura, ho sempre sentito parlare di reiki, ma poi non ho avuto occasione di praticarlo e impararlo direttamente.

 

Poi però negli ultimi anni mi succedono cose che mi fanno pensare a questa parola: reiki…e a chissà cos’è…

 

 Con mia figlia, come già raccontato, se sento che ha bisogno della mia energia mi metto accanto a lei, metto le mani o il corpo in certe posizioni in cui stiamo a contatto finchè l’energia sento che si esaurisce.  E lei sta meglio. Da un po’ ciò succede anche con  mio marito. Ci sono stati momenti in cui non stava bene, gli stavo accanto, ma sentivo di non riuscire a “raggiungerlo”. Lo sentivo totalmente chiuso, la mia energia non riusciva a contattare il suo malessere fisico. Finchè ho “staccato” la testa, ho ascoltato l’istinto e ho iniziato a mettermi accanto a lui con i nostri corpi a contatto, le mie mani che andavano automaticamente in punti precisi che mi rendevo poi conto essere chakra ben precisi. Ecco, mi sentivo entrare a contatto finalmente con la sua energia, con il suo “interno”, poi la mano si soffermava per un po’ finchè un profondo respiro di “rilascio” mi veniva ed ero pronta a spostare le mani altrove, o il corpo in maniera diversa per mettere a contatto del mio corpo delle parti del suo diverse, come il busto, o la testa, le gambe, o i piedi… e continuare così, fino a sentire che le  mie mani si staccavano dal suo corpo e si tenevano libere, per scaricare fuori tutta l’energia dai corpi di entrambi. E sentire lui tranquillo, con il respiro finalmente rilassato e calmo, e avere la certezza che era finito, che lui stava bene. E chiedere a lui e ricevere la conferma che era così.

 

 Ecco, sarà dunque reiki questo? Sentire di essere semplicemente un tramite energetico, attraverso cui l’energia passa e scorre, quella “buona” che va e quella da eliminare che viene tolta. Così, d’istinto, semplicemente lasciandomi essere, lasciando fluire, ascoltando il corpo cosa mi indica e suggerisce.

 

Elena

09 Giu

STAY IN THE NOW

Ho imparato molte cose negli ultimi mesi,  ho scoperto tantissime cose che non sapevo di me nell’ultimo anno, ho vissuto, sperimentato, capito, lottato, combattuto, accettato, rifiutato, sofferto, ho gioito di orgogliosa soddisfazione, imparato, sbagliato, deciso, agito, lasciato andare, permesso, riso, goduto, esagerato, ho trasformato, creato, raggiunto, aperto, incontrato, ho guardato in faccia,  riconosciuto, lasciato spazio, cercato, trovato…ed ora, in questo esatto momento, sono a scrivere, dopo tanti mesi, la lezione più grande e più vera che mi arriva oggi. Una lezione speciale e particolarmente indicata  per me: stay in the NOW. Avrò un gran daffare nei prossimi giorni e settimane e mesi a fare ciò metodicamente, come una formichina. Questo è ciò che devo fare ORA. Per il resto, non so, non ci penso, avvenga ciò che deve avvenire, lascio arrivare, io sto QUI.

Finalmente mi decido a DIMORARE NEL QUI E ORA

Un profondo grazie a colui che con pazienza e amicizia mi ha accompagnata qui :-)

Elena

06 Ott

A tu per tu con l’altra parte di se’

Ci sono momenti in cui prendiamo una decisione. La nostra vita può cambiare o apparentemente non cambiare a seguito della decisione presa, ciò che conta è che qualsiasi decisione, se profonda, troverà ad attenderci una parte di noi stessi che si lamenterà di ciò e cercherà di dissuaderci, di farci tornare sui nostri passi.

Come questa parte si palesa? Attraverso dubbio, indecisione, timore, una sorta di indefinita insicurezza. Quando, e SE ti accade, puoi prendere due strade: ascoltare la parte di te che vuole ostinatamente rimanere ferma al palo perchè certa di avere tutte le migliori ragioni per convincerti a farlo, oppure avviare una metaforica trattativa con lei e cercare di capire se è possibile trovare un intento comune nel tuo proseguire. Quel che è certo, non puoi far finta di non vederla, o percepirla, sentirla che ti richiama indietro, che ti lancia pugni in fronte con la benevola presunzione e convinzione di farti ragionare, perchè lei sa cosa è più giusto per te, così come ritiene di aver sempre saputo. Non puoi ignorarla perchè se lo fai, significa che stai facendo i conti senza l’oste, che la tua decisione non fa i conti con qualcosa di molto profondo in te e prima o poi dovrai pagarne il prezzo.

Se quindi ti senti titubante, o non sicuro sulle tue gambe dopo aver preso una decisione, vai ad incontrare quella parte di te che ancora non è allineata al cambiamento, affrontala se necessario, a tu per tu, un vero e proprio faccia a faccia, fai di tutto per comprenderla in ogni sua minima ragione e SCEGLI.  Scegli se dare ascolto a lei, o se invece è arrivato il momento che sia a lei a dover crescere e seguire il tuo nuovo te stesso.  Quando decidiamo e siamo consapevoli che è giusto per noi stessi proseguire lungo la strada appena imboccata, dobbiamo “sostenere” la parte di noi recalcitrante e giungere ad un comune accordo, dobbiamo assolutamente risolvere la dicotomia in atto e far sì che le due parti ritornino ad essere UNA, noi stessi, in un tutt’uno.

Quale cosa più bella può esistere dell’essere un tutt’uno?

Io credo questo: se la decisione presa è presa d’istinto, con uno slancio che magari nemmeno tu ti spieghi, allora ci sono buone probabilità che si tratti di una decisione giusta per il tuo bene supremo, quindi dai fiducia alla parte di te che ti ha portato lì affinchè sostenga, accompagni e prenda in braccio con se’ quella che ha paura, per darle la forza che hai già dentro di te, perchè la verità è che TUTTO CIO’ DI CUI ABBIAMO BISOGNO E’ GIA’ DENTRO DI NOI.

Elena

05 Set

Tough times

Ci sono periodi della vita in cui tutta una serie di nodi vengono al pettine, o meglio, tanti salti di qualità di vita arrivano per essere affrontati tutti in una volta. Uno si da’ da fare sempre, si impegna affinchè ogni singolo giorno porti moiglioramenti e sviluppi, fa attenzione ai vari ruoli della propria vita (e ognuno di noi ne ha veramente tanti: amico, genitore, sposo, amante, figlio, lavoratore…) per farli evolvere e sviluppare tutti quanti, ma non c’è niente da fare…regolarmente, ogni X mesi, arriva il periodo in cui tutti i salti più grossi si accavallano e allora ti sembra di impazzire…ti sembra talmente talmente tanto ciò che la vita ti sta richiedendo in quel momento, tenuto conto appunto del fatto che non è che prima ti sei seduto sugli allori, anzi!, che ciò ti lascia quasi senza forze, stremato, talvolta incredulo perchè ti sembra di non arrivare mai…ovviamente tutta questa fatica risiede nella mente, perchè fisicamente ognuno di noi potrebbe fare sempre molto di più, la nostra forza è così immensa che viviamo comunque sempre tutti al di sotto delle nostre reali possibilità, ribadisco, sempre considerando persone che sempre si danno da fare, che ce l’hanno nel DNA di progredire…

 

Beh, in quei momenti in cui tutto sembra avvenga in una volta per travolgerti, in cui tu capisci però che sta scattando uno tra i tanti veri e propri salti quantici di qualità e maturazione ed evoluzione, il momento di capitalizzazione suprema dei piccoli eppure tanto importanti passi fatti ogni giorno (un po’ come per gli interessi bancari, proprio!)…solo se si possiedono alcune credenze potenzianti ce la si può fare: innanzitutto siamo al mondo per essere felici e la felicità implica andare verso i nostri obiettivi, ciò che ci da’ soddisfazione, e ciò a sua volta implica l’impegno…e certo è che solo con l’impegno si possono raggiungere traguardi elevati. Altra credenza: Dio non da’ a nessuno pesi più grossi di quelli che è in grado si sopportare, ciò significa che se questi periodi duri (meglio definirli impegnativi, sapete l’importanza del linguaggio, vero?) arrivano è perchè abbiamo la forza per attarversarli e superarli alla grande! Inoltre: tutto ha un senso…la fatica che la vita ci richiede oggi permetterà di diventare le persone forti e piene di risorse di domani, e in quel domani potrebbe arrivare per noi un’opportunità tanto sognata e che solo con questa nuova forza e capacità e risorse potremo saper cogliere…

 

Nel mio ufficio ho appeso un poster che rispecchia fedelmente e totalmente il mio approccio alla vita. Vi è l’immagine di una montagna coperta di neve (che io adoro, essendo una grande amante dello sci) con due alpinisti ai piedi della montagna, in cammino… La frase scritta sul poster è:

SUCCESSO. E’ PIU’ FACILE SCENDERE DA UNA MONTAGNA CHE SALIRCI, MA IL PANORAMA E’ MIGLIORE VISTO DALLA CIMA.

 Quale frase fu mai più vera? Come  è stato augurato a me, io auguro a tutti voi che leggete:

BUONA VITA. Quale augurio più bello di questo? Ogni vita vale la pena di essere vissuta fino in fondo, la vostra vita è preziosa, vivetela per essere felici e realizzare i vostri sogni, nella costante soddisfazione del vostro agire!

Elena