Ho letto una storia strana…
Tre settimane fa ho letto su un libro questa storia…che cerco di riassumervi:
racconta di un ragazzo che sognava spesso di essere un cavallo. Si trattava di un cavallo rinchiuso in un recinto. Una notte il sogno cambiò: il recinto era scomparso. All’inizio il cavallo se ne stava lì buono all’interno dello spazio che prima era recintato. Era tranquillo, vedeva che attorno a se’ il recinto era scomparso, abbattuto, questa cosa gli faceva piacere, lo faceva sentire libero, ma non sentiva l’esigenza di avventurarsi altrove. Il cavallo aveva un “sussurratore di cavalli” che alcune volte si prendeva cura di lui. Quel giorno, nel sogno, successe qualcosa di strano. All’arrivo del sussurratore di cavalli a cui si era affidato, il cavallo non si era lasciato avvicinare ed era fuggito, correndo via, attraverso i campi, fino a giungere al limitar della strada, dinnanzi a un burrone. Il ragazzo voleva gettarsi da lì. Il cavallo, bianco, era troppo bello, il ragazzo non riusciva a trattenere tanta bellezza e per questo voleva gettarsi. In quel preciso istante il cuore del ragazzo scoppiò. Iniziò a piangere disperatamente. Pensò che si trattasse di un punto di ROTTURA, un punto da cui non sarebbe più tornato come prima, PUNTI DI NON RITORNO. Il sussurratore di cavalli iniziò a far riflettere il ragazzo sul perchè volesse buttare ed uccidere un cavallo così luminoso e bello, UNICO. La risposta era chiara: proprio perchè unico, troppo bello per vivere su questo mondo, su questi livelli, troppo. Il ragazzo rimase lì col cavallo, soli loro due, sulla cima di quel burrone, allontanando chiunque provasse ad avvicinarli, volesse star loro accanto. Ancora l’idea che su questo mondo nessuno potesse comprendere la bellezza, la VERA NATURA del suo splendido cavallo. Ma il sussurratore di cavalli si fece nuovamente avanti, e fece capire al ragazzo che ERA LUI che non voleva vedere questa magnificenza, che era PROPRIO LUI che NON la riconosceva, che la nascondeva. Il ragazzo sentì altri scoppi nel cuore, potenti, sofferenti, profondissimi nelle viscere. Il ragazzo non ricorda più cosa successe poi, ma si buttò da quel burrone e arrivato in fondo si sotterrò per nascondersi. Era bellissimo potersi riposare. Essere sotto la terra. Era morto. La parte di sè che stava sognando e che aveva assistito a tutta questa “scena” dall’inizio, prese tra le braccia il ragazzo. Era morto. Paradossalmente il suo respiro si sbloccò, proprio nell’attimo in cui si era reso conto di essere morto davvero. Ma non sapeva cosa fare, era anche spaventato. Oddio era morto davvero. Adesso cosa avrebbe fatto? Era se stesso, con il suo corpo reale. Era pallido. Era morto. Non sapeva cosa fare, ma una parte di se’ credeva fosse giusto riposasse perchè la parte morta era quella che non ce la faceva più a vivere, voleva riposare, e se lo meritava dato che aveva portato il ragazzo lungo tutta la vita, fino a lì. Finalmente il ragazzo permise alle persone a lui più care di intrufolarsi e mostrò loro la parte morta, per far capire loro che da quel giorno qualcosa sarebbe cambiato. La mostrò anche ai suoi parenti. Molto velocemente.
Una storia strana, credo che ognuno possa interpretarla un po’ come crede…
Elena